“Brutte abitudini”, Ciaro si mette a nudo: l’intervista sul nuovo singolo


C’è una linea sottile che separa la fragilità dalla forza, ed è proprio su quel confine che si muove Brutte abitudini, il nuovo singolo di Ciaro. Un brano che nasce dall’esigenza di fermarsi, ascoltarsi e guardarsi dentro senza sconti, trasformando i momenti più complessi in occasioni di crescita. Cantautrice marchigiana, con un percorso che l’ha portata fino alla Finale di Area Sanremo, Ciaro oggi attraversa una fase di piena maturità artistica e personale, trovando una nuova dimensione espressiva anche attraverso la creazione di Almae Music, progetto collettivo che mette al centro la consapevolezza e la cura dell’identità artistica.

In questa intervista per X News, Ciaro racconta il viaggio che l’ha condotta fin qui, il valore dell’introspezione, il lavoro di squadra e la potenza trasformativa della musica.

Ciao Giulia, benvenuta su X News. La tua storia parte dalle Marche e arriva a traguardi importanti come Area Sanremo: com'è nata e come si è evoluta la tua passione per la musica fino alla creazione del progetto “Almae Music”? 
Il mio percorso mi ha permesso di fare un vero e proprio viaggio dentro di me, e questo ha influito profondamente anche sulla mia consapevolezza personale. Credo che la consapevolezza sia fondamentale nella vita, così come nel settore musicale: sapere chi sei e cosa vuoi comunicare fa davvero la differenza.
Nel tempo ho avuto la fortuna di collaborare con grandi professionisti e ogni step del mio cammino mi ha permesso di crescere e di arricchire il mio bagaglio artistico e umano. Tra questi, la Finale di Area Sanremo è stata sicuramente uno dei traguardi più significativi e formativi per me. Oggi tutto questo percorso ha trovato una nuova forma con la nascita di Almae Music, un collettivo musicale che ho creato insieme ai miei colleghi Giacomo Bertozzini, producer, e Francesca Pogliano, manager e legale. È un progetto a cui tengo moltissimo, perché ci occupiamo di seguire gli artisti a 360 gradi: dalla produzione alla scrittura dei testi, dal management al booking. Il nostro obiettivo è offrire a ogni artista un percorso sano, vero e coerente con ciò che è e con ciò che desidera comunicare e rappresentare. Per questo, oltre alla grande soddisfazione personale legata al mio percorso artistico, oggi sono felice di poter essere d’aiuto a chi, come me, sogna e lavora per vivere di musica.

"Brutte Abitudini" segna un momento di profonda introspezione. Cosa rappresenta per te questo brano oggi, e quanto è stato importante il confronto con te stessa per scriverlo? 
“Brutte Abitudini” è un passaggio davvero molto importante nel mio percorso. È nato in un momento in cui ho sentito il bisogno di fermarmi e fare quattro chiacchiere con la vita, di mettermi in ascolto e guardarmi dentro senza scappare.
Attraverso questo brano ho preso ancora più consapevolezza di quanto sia fondamentale essere grata anche ai momenti più difficili. Ho capito che, cambiando la prospettiva da cui si guarda un periodo buio, possono nascere vere e proprie opportunità, capaci non solo di insegnarti qualcosa, ma anche di cambiarti la vita. È un pezzo che racconta proprio questo: il valore della consapevolezza e della trasformazione che può nascere anche dalle fragilità.

Parliamo della produzione: il brano è un indie pop che mescola fragilità e forza. Com'è stato lavorare con Giacomo Bertozzini per trovare questo equilibrio tra strofe confessionali e ritornelli esplosivi? 
Io e Giacomo lavoriamo insieme ormai da più di un anno e fin da subito si è creato un forte feeling artistico. Per me è fondamentale che scatti la giusta sintonia con le persone con cui si lavora, perché quando c’è fiducia e ascolto reciproco ne giova tutto il processo creativo. Il lavoro di produzione è stato molto spontaneo e fluido. Un episodio che mi piace raccontare è questo: nel momento in cui stavamo scegliendo il prossimo brano da far uscire, è stato proprio Giacomo ad andare dritto su “Brutte Abitudini”, perché riteneva che mi rappresentasse tantissimo in quel preciso momento del mio percorso. Mi sono affidata completamente a lui, e credo che questo abbia fatto la differenza. Avere fiducia nel proprio team è importantissimo.

Nel testo parli del "vizio di tornare sempre allo stesso punto". Pensi che la musica possa davvero essere lo strumento per cambiare punto di vista e trasformare il caos in un’opportunità? 
Io penso che la musica possa essere davvero uno strumento potente per guardarsi dentro e, di conseguenza, per portare a galla tutto ciò che spesso tentiamo di non vedere o di evitare. Ed è proprio lì che nasce il cambiamento: nel momento in cui trovi il coraggio di affrontare quello che c’è dentro di te. Questo processo è fondamentale se si vuole puntare a una crescita umana e interiore reale. La musica, in questo senso, può aiutarti a cambiare punto di vista, a dare un senso al caos e a trasformarlo in un’opportunità, sia per chi scrive sia per chi ascolta.

C'è un aneddoto molto divertente legato alla registrazione delle voci in studio, quando è stato detto che il brano "si cantava da solo". Ci racconti come hai vissuto quel momento di autenticità? 
Come dicevo in precedenza, c’è stato proprio un episodio legato a Giacomo, il mio producer, che racconta molto bene quel momento di autenticità. Sentiva questo brano così adatto a me e a quello che stavo vivendo in quel preciso periodo, che quasi sembrava fosse stata sua l’idea fin dall’inizio di lanciare quello come prossimo pezzo. Ricordo che, prima ancora di iniziare la registrazione delle voci in studio, mi disse che era come se non ci fosse nemmeno bisogno di cantare il pezzo, perché la comunicazione arrivava già in modo fortissimo. È stato un momento molto speciale, perché mi ha fatto capire quanto il brano fosse vero e quanto stesse parlando da solo, senza forzature. In quel momento mi sono sentita ancor più a mio agio e libera di essere semplicemente me stessa.

Dopo l'uscita di questo singolo per Up Music, quali sono i prossimi passi? Questo brano anticipa una nuova direzione stilistica ancora più onesta e intima? 
Questa uscita anticipa un 2026 ricco di progetti e di collaborazioni importanti. È un periodo di grande fermento creativo, in cui sto costruendo passo dopo passo qualcosa che mi rappresenti sempre di più. L’onestà e l’intimità sono da sempre alla base di ciò che sono e di quello che voglio proporre attraverso la mia musica, quindi posso dire che saranno sicuramente presenti anche nei brani che verranno. Più che una nuova direzione, è una conferma: continuare a raccontarmi in modo sincero, senza filtri, restando fedele a me stessa e al mio percorso.
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