Sarah: «La musica è il mio posto sicuro. Ecco come rinasco con "Un nuovo giorno"»


Dalle prime strofe scritte a nove anni in Sicilia ai grandi studi di registrazione: la giovane artista si racconta tra università, vita quotidiana e il bisogno vitale di libertà.

Ciao Sarah, benvenuta su X News. Sappiamo che scrivi e canti da quando avevi solo nove anni. C'è un ricordo particolare legato alla tua infanzia in Sicilia che ha segnato l’inizio del tuo legame indissolubile con la musica?
Sì, ricordo che passavo molto tempo da sola a scrivere sui quaderni. Non lo facevo per diventare una cantante, ma perché era il modo più semplice per capire quello che provavo. Un giorno ho provato a cantare ad alta voce una di quelle cose che avevo scritto e ho sentito una sensazione di libertà fortissima. Da lì ho capito che la musica sarebbe sempre stata il mio posto sicuro.

Hai dichiarato che la musica è lo strumento che usi per dare voce a ciò che non trova spazio nelle parole. In un quotidiano fatto di università e lavoro, quanto è vitale per te questo spazio di espressione e cosa rappresenta oggi nella tua vita?
È fondamentale. La vita quotidiana è fatta di impegni, orari e responsabilità, mentre la musica è lo spazio in cui posso essere davvero me stessa. Anche quando le giornate sono piene, trovare il tempo per scrivere o registrare mi rimette in equilibrio. Oggi per me non è solo una passione: è un bisogno emotivo.

Il tuo nuovo brano, "Un nuovo giorno", è nato dalla collaborazione con Up Music e Sabatino Salvati. Com’è stato l’incontro creativo con loro e come siete riusciti a tradurre in musica questo desiderio di freschezza e rinascita?
È stato molto naturale. Fin da subito abbiamo capito la direzione emotiva del pezzo: non doveva essere una canzone triste, ma una ripartenza. Abbiamo lavorato molto sul contrasto tra il testo, più intimo, e una produzione luminosa e ritmata, proprio per dare la sensazione di passare dal buio alla luce.

Hai definito questo pezzo come "perfetto per un festival" per la grande carica che trasmette. Quali sono i feedback più belli che stai ricevendo da chi, come te, sente il bisogno di "spezzare le catene" e rialzarsi?
Il messaggio più bello è quando qualcuno mi scrive che si è riconosciuto nella canzone. Alcune persone mi hanno detto che l’ascoltano nei momenti difficili perché dà energia e li fa sentire meno soli. È la cosa più importante: capire che una storia personale può diventare anche la storia di qualcun altro.

Il video di "Un nuovo giorno" è molto simbolico: inizia in un’atmosfera cupa per poi cercare una forza purificatrice nel mare. Ci racconti come avete scelto queste immagini per rappresentare visivamente il concetto di "ritrovata libertà"?
Il mare per me è sempre stato un simbolo di rinascita. L’idea era mostrare un passaggio: dall’oscurità iniziale a qualcosa di più leggero e libero. L’acqua rappresenta proprio questo, una pulizia emotiva, il lasciare andare quello che ci trattiene per poter ripartire davvero. E sono molto legata al posto in cui è stato registrato, Milazzo città sul mare, che ho frequentato nel pieno dell'adolescenza, posto in cui ho frequentato le scuole superiori. 

Dopo questo importante capitolo dedicato alla rinascita e alla forza interiore, cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo lavoro? Continuerai a esplorare quel mix di elettro pop e reggaeton che ti caratterizza?
Sì, continuerò su quella direzione, ma con nuove sfumature. Sto scrivendo nuova musica e voglio raccontare altri lati di me, non solo la rinascita ma anche le fasi intermedie, quelle più vere e quotidiane. L’obiettivo è crescere passo dopo passo e portare presto queste canzoni anche dal vivo.


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