Francesco Faggi: “La musica è la mia fede, un dono a cui devo tutto”


Jim Carrey è la terza traccia dell’EP “Molto di più” di Francesco Faggi. Parla del giorno della fine di un amore importante, con tanto di domande esistenziali annesse e un mood Pop-Rnb piuttosto dolce amaro. L’ispirazione per scrivere questa canzone viene dal particolare di una scena in uno dei film più celebri dell’attore Jim Carrey, dal quale è nata la frase clou della canzone. Il brano, scritto e arrangiato/prodotto dallo stesso Francesco, è stato finalista di Area Sanremo 2020.
 
Abbiamo intervistato il cantautore per sapere di più sul nuovo singolo.
 
Ciao Francesco, piacere di averti sulle pagine di X News. Da dove nasce la passione per la musica?
La mia passione per la musica è nata da bambino, i miei genitori mi portavano a lezione di pianoforte da una loro amica musicista. Poi una sera, in tv, ho visto un concerto di Michael Jackson e ne sono rimasto folgorato, così ho deciso che da grande avrei voluto fare musica.
Il pianoforte l’ho sempre portato avanti fino alla laurea al conservatorio in Pianoforte Jazz. Parallelamente studiavo canto e altre discipline come la recitazione e la danza, grazie alle quali ho vissuto nel tempo esperienze meravigliose nel mondo del teatro/musical, in Italia e all’estero.
Ma scrivere canzoni e fare il producer è la cosa che più mi fa battere il cuore.
Ho iniziato a scrivere canzoni alle medie, all’inizio scrivevo soltanto in inglese. In più a 16 anni è capitato che alcune persone mi facessero l’arrangiamento di un brano, che però non mi era piaciuto per niente e non mi diedero la possibilità di modificarlo, allora mi sono detto: “basta studierò per fare gli arrangiamenti da solo”. E ora eccoci qua.
 
La musica nella tua vita cosa rappresenta?
La musica è la mia fede, un dono a cui devo tutto.
Fare musica per me è sempre stata un’esigenza per farmi auto terapia e credo sia il miglior modo con cui posso portare del bene agli altri.
 
Parliamo del tuo nuovo singolo. Ci puoi raccontare la genesi del brano?
“Jim Carrey” è la terza traccia del mio primo EP “Molto di più”.
È nata un po’ a casa mia, un po’ vicino a Torino a casa di una mia amica, infine l’ho conclusa sulle Dolomiti, per me luogo top per scrivere canzoni. Ci ha messo un po’ a nascere perché l’ho scritta per interiorizzare un evento traumatico, molto comune nella vita delle persone. Racconta il giorno della fine di un amore che pensavo fosse quello della vita.
Si intitola con il nome del celebre attore perché l’ispirazione è nata guardando una scena in uno dei suoi film più celebri (The Truman Show), dal quale è nata la frase “clue” della canzone, una domanda un po’ esistenziale: “troverò qualcuno in questa vita che mi ami senza incrociare le dita?”.
Inoltre, quando nella mia vita era successa la storia che racconto, inconsciamente mi ero sentito come se fossi in un suo film, non “The Mask” ma una sorta di “Se mi lasci ti cancello”: è un’associazione che ho fatto istintivamente, più per l’inaspettato evento accaduto che per l’evento stesso.
 
Quali soddisfazioni ti sta dando il brano?
Sicuramente una delle prime soddisfazioni con questo brano è stata arrivare in finale ad Area Sanremo 2020.
Personalmente quando mi arrivano messaggi del tipo “wow ma questa canzone parla proprio di me” da persone sconosciute, beh, è la più bella soddisfazione di sempre e mi spinge a continuare a scrivere canzoni.
 
Il brano è accompagnato da un videoclip. Ce ne vuoi parlare?
Il videoclip di “Jim Carrey” riporta la storia che racconto nella canzone e molte parti sono ispirate a scene di due film celebri di Jim Carrey, “The Truman Show” e “The Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (“Se mi lasci ti cancello”).
C’è un particolare a cui sono molto legato, nella prima scena: avevo messo il numero 23 disegnato sul sapone perché è il mio numero fortunato, scoprendo poi che Jim Carrey era stato protagonista di un film dove era ossessionato da quel numero (appunto “Number 23”)! Ringrazio in particolare il videomaker Marco Trastu con cui abbiamo realizzato il videoclip.

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