Alice De André torna sul palco con “Alice (non canta) De André”

 

ALICE DE ANDRÉ, dopo il successo di “TAKE ME AUT. L’EROE CHE È IN ME”, scritto e diretto da lei con protagonisti i ragazzi della Fondazione Un Futuro per l’Asperger Onlus, torna sul palco con lo spettacolo ALICE (NON CANTA) DE ANDRÉ”.
 
Sul palco, Alice racconta sé stessa, la propria storia e i ricordi familiari, trasformandoli in emozioni, memorie e momenti di vita. Non imita, non cerca confronti: la sua voce racconta, si abbassa per farsi ascoltare, guidando il pubblico in un viaggio teatrale intimo e sorprendente.
 
C’è un violoncello, ci sono le canzoni che hanno segnato i suoi passi, i profumi della Sardegna, un nonno mai conosciuto, i ricordi rubati, le domande senza risposta, i momenti buffi, teneri e spiazzanti. È un percorso di crescita, di ricerca della propria identità e di costruzione di una sua voce, al di là delle aspettative degli altri.

Con un cognome pesante sulle spalle e una leggerezza tutta sua nei piedi, “Alice (non canta) De André” non è uno spettacolo su Fabrizio De André ma uno spettacolo che vuole essere un omaggio personale e rovesciato, un invito a conoscere Alice come persona e come artista.

«È un debutto: un modo per presentarmi, con le mie forze e le mie fragilità, con ciò che so fare e ciò che sto ancora imparando afferma Alice De André È un monologo fatto di storie vere, di un violoncello che parla, di famiglia, Sardegna, ricordi presi in prestito e di un cognome addosso, talvolta portato con elegante disequilibrio. Non canto, racconto con emozione, delicatezza e quella giusta dose di autoironia un po’ disfunzionale che, come qualcuno sa già, mi contraddistingue».
 
Queste le date: 
7 febbraio Teatro Gerolamo Milano
8 febbraio Teatro Gerolamo Milano 3 marzo Teatro Dehon Bologna
14 marzo Teatro Stradanuova Genova
18 aprile Teatro Del Carmine Tempio Pausania 15 maggio Off/Off Theatre Roma
27 maggio Teatro Gioiello Torino
 
Il monologo è scritto da Alice De André con Alessio Tagliento, è diretto dalla stessa Alice ed è prodotto da TALIA. Con la partecipazione della violoncellista Giulia Monti.

ALICE DE ANDRÉ è un’attrice, presentatrice ed educatrice teatrale diplomata in recitazione all’accademia 09 di Milano. Ha preso parte a vari spettacoli teatrali, cortometraggi, lavorando anche come standup comedian nei locali milanesi e presso il teatro Zelig off. Ha debuttato in televisione nella fiction Rai “Com’è umano lui” con la regia di Luca Manfredi, e come regista e drammaturga per lo spettacolo teatrale “Take me Aut” in collaborazione con Fondazione un Futuro per l’Asperger. Attualmente è impegnata come co-conduttrice del programma televisivo “Gli occhi del musicista”, presentato da Enrico Ruggeri e trasmesso in seconda serata su Rai 2.
 

“Brutte abitudini”, Ciaro si mette a nudo: l’intervista sul nuovo singolo


C’è una linea sottile che separa la fragilità dalla forza, ed è proprio su quel confine che si muove Brutte abitudini, il nuovo singolo di Ciaro. Un brano che nasce dall’esigenza di fermarsi, ascoltarsi e guardarsi dentro senza sconti, trasformando i momenti più complessi in occasioni di crescita. Cantautrice marchigiana, con un percorso che l’ha portata fino alla Finale di Area Sanremo, Ciaro oggi attraversa una fase di piena maturità artistica e personale, trovando una nuova dimensione espressiva anche attraverso la creazione di Almae Music, progetto collettivo che mette al centro la consapevolezza e la cura dell’identità artistica.

In questa intervista per X News, Ciaro racconta il viaggio che l’ha condotta fin qui, il valore dell’introspezione, il lavoro di squadra e la potenza trasformativa della musica.

Ciao Giulia, benvenuta su X News. La tua storia parte dalle Marche e arriva a traguardi importanti come Area Sanremo: com'è nata e come si è evoluta la tua passione per la musica fino alla creazione del progetto “Almae Music”? 
Il mio percorso mi ha permesso di fare un vero e proprio viaggio dentro di me, e questo ha influito profondamente anche sulla mia consapevolezza personale. Credo che la consapevolezza sia fondamentale nella vita, così come nel settore musicale: sapere chi sei e cosa vuoi comunicare fa davvero la differenza.
Nel tempo ho avuto la fortuna di collaborare con grandi professionisti e ogni step del mio cammino mi ha permesso di crescere e di arricchire il mio bagaglio artistico e umano. Tra questi, la Finale di Area Sanremo è stata sicuramente uno dei traguardi più significativi e formativi per me. Oggi tutto questo percorso ha trovato una nuova forma con la nascita di Almae Music, un collettivo musicale che ho creato insieme ai miei colleghi Giacomo Bertozzini, producer, e Francesca Pogliano, manager e legale. È un progetto a cui tengo moltissimo, perché ci occupiamo di seguire gli artisti a 360 gradi: dalla produzione alla scrittura dei testi, dal management al booking. Il nostro obiettivo è offrire a ogni artista un percorso sano, vero e coerente con ciò che è e con ciò che desidera comunicare e rappresentare. Per questo, oltre alla grande soddisfazione personale legata al mio percorso artistico, oggi sono felice di poter essere d’aiuto a chi, come me, sogna e lavora per vivere di musica.

"Brutte Abitudini" segna un momento di profonda introspezione. Cosa rappresenta per te questo brano oggi, e quanto è stato importante il confronto con te stessa per scriverlo? 
“Brutte Abitudini” è un passaggio davvero molto importante nel mio percorso. È nato in un momento in cui ho sentito il bisogno di fermarmi e fare quattro chiacchiere con la vita, di mettermi in ascolto e guardarmi dentro senza scappare.
Attraverso questo brano ho preso ancora più consapevolezza di quanto sia fondamentale essere grata anche ai momenti più difficili. Ho capito che, cambiando la prospettiva da cui si guarda un periodo buio, possono nascere vere e proprie opportunità, capaci non solo di insegnarti qualcosa, ma anche di cambiarti la vita. È un pezzo che racconta proprio questo: il valore della consapevolezza e della trasformazione che può nascere anche dalle fragilità.

Parliamo della produzione: il brano è un indie pop che mescola fragilità e forza. Com'è stato lavorare con Giacomo Bertozzini per trovare questo equilibrio tra strofe confessionali e ritornelli esplosivi? 
Io e Giacomo lavoriamo insieme ormai da più di un anno e fin da subito si è creato un forte feeling artistico. Per me è fondamentale che scatti la giusta sintonia con le persone con cui si lavora, perché quando c’è fiducia e ascolto reciproco ne giova tutto il processo creativo. Il lavoro di produzione è stato molto spontaneo e fluido. Un episodio che mi piace raccontare è questo: nel momento in cui stavamo scegliendo il prossimo brano da far uscire, è stato proprio Giacomo ad andare dritto su “Brutte Abitudini”, perché riteneva che mi rappresentasse tantissimo in quel preciso momento del mio percorso. Mi sono affidata completamente a lui, e credo che questo abbia fatto la differenza. Avere fiducia nel proprio team è importantissimo.

Nel testo parli del "vizio di tornare sempre allo stesso punto". Pensi che la musica possa davvero essere lo strumento per cambiare punto di vista e trasformare il caos in un’opportunità? 
Io penso che la musica possa essere davvero uno strumento potente per guardarsi dentro e, di conseguenza, per portare a galla tutto ciò che spesso tentiamo di non vedere o di evitare. Ed è proprio lì che nasce il cambiamento: nel momento in cui trovi il coraggio di affrontare quello che c’è dentro di te. Questo processo è fondamentale se si vuole puntare a una crescita umana e interiore reale. La musica, in questo senso, può aiutarti a cambiare punto di vista, a dare un senso al caos e a trasformarlo in un’opportunità, sia per chi scrive sia per chi ascolta.

C'è un aneddoto molto divertente legato alla registrazione delle voci in studio, quando è stato detto che il brano "si cantava da solo". Ci racconti come hai vissuto quel momento di autenticità? 
Come dicevo in precedenza, c’è stato proprio un episodio legato a Giacomo, il mio producer, che racconta molto bene quel momento di autenticità. Sentiva questo brano così adatto a me e a quello che stavo vivendo in quel preciso periodo, che quasi sembrava fosse stata sua l’idea fin dall’inizio di lanciare quello come prossimo pezzo. Ricordo che, prima ancora di iniziare la registrazione delle voci in studio, mi disse che era come se non ci fosse nemmeno bisogno di cantare il pezzo, perché la comunicazione arrivava già in modo fortissimo. È stato un momento molto speciale, perché mi ha fatto capire quanto il brano fosse vero e quanto stesse parlando da solo, senza forzature. In quel momento mi sono sentita ancor più a mio agio e libera di essere semplicemente me stessa.

Dopo l'uscita di questo singolo per Up Music, quali sono i prossimi passi? Questo brano anticipa una nuova direzione stilistica ancora più onesta e intima? 
Questa uscita anticipa un 2026 ricco di progetti e di collaborazioni importanti. È un periodo di grande fermento creativo, in cui sto costruendo passo dopo passo qualcosa che mi rappresenti sempre di più. L’onestà e l’intimità sono da sempre alla base di ciò che sono e di quello che voglio proporre attraverso la mia musica, quindi posso dire che saranno sicuramente presenti anche nei brani che verranno. Più che una nuova direzione, è una conferma: continuare a raccontarmi in modo sincero, senza filtri, restando fedele a me stessa e al mio percorso.

Maurizio Biancani: dal 23 gennaio in libreria e negli store digitali “L’alchimista del suono. Cinquant’anni di musica al mixer”

 

Dal 23 gennaio 2026 sarà disponibile in libreria e negli store digitali “L’ALCHIMISTA DEL SUONO. Cinquant'anni di musica al mixer”, il nuovo libro di MAURIZIO BIANCANI, edito da Fernandel Editore. Lo stesso giorno, l’autore presenterà il volume alla Libreria Coop Ambasciatori di Bologna.

L’alchimista del suono è l’autobiografia dello storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna. Da dietro al mixer, Maurizio Biancani ha registrato voci e musica di Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Pooh, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Samuele Bersani, Zucchero e molti altri artisti, facendone risaltare la forza e le emozioni. Il libro è un viaggio nella musica italiana dagli anni Settanta ad oggi, ma è anche una riflessione sul mestiere del tecnico del suono, su cosa significhi davvero lavorare dietro le quinte, contribuendo in silenzio a qualcosa di più grande.
 
 
Spiega Maurizio Biancani a proposito del libro: «Avere il coraggio di radunare 50 anni di ricordi, come mi faceva notare anche Vasco, parlando del libro, non è una cosa facile, ci vuole coraggio. Significa mettere un punto fermo e riavvolgere il nastro della vita. La verità è che, spinto dai miei amici e da mio figlio, ho sentito il bisogno di fissare su carta tutto quello che da anni raccontavo a parole, per la sensazione che “tutti quei momenti si sarebbero perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…”».
 
 
Venerdì 23 gennaio alle ore 19:30, Maurizio Biancani presenta a Bologna il libro “L’alchimista del suono”, presso la Libreria Coop Ambasciatori (via Orefici, 19). L’incontro sarà moderato dal giornalista Pierfrancesco Pacoda.  In dialogo con l’autore sarà presente anche Samuele Bersani e il curatore del libro, Andrea Fiorenza. Ingresso libero.
 
 
SINOSSI
Il libro è un racconto in prima persona, con il punto di vista esclusivo di uno dei principali sound engineer italiani, di alcuni dei capitoli più importanti della musica italiana. Maurizio Biancani è stato il coinquilino di Vasco Rossi quando faceva il dj negli anni Settanta (con il quale ha lavorato a dischi e tournée sin dagli esordi), il socio di Lucio Dalla (ha lavorato con lui a produzioni discografiche, live e studi di registrazione come Fonoprint), ha vinto due Grammy, un Telegatto, ha vissuto in America tra i precursori dell’Italo Disco ed è l’ospite fisso delle sei edizioni del programma “33 italian masters” di Sky Arte.
Queste pagine forniscono un pass “all areas” per il dietro le quinte di dischi e tournée di grandi firme come, ad esempio, Vasco (Siamo solo noi, Bollicine, Gli Spari sopra, Fronte del Palco, rock sotto l’assedio…) Dalla (1983, Bugie, Canzoni…), Pooh (Tropico del nord e Non siamo in pericolo), ma non solo. Biancani con il suo tono gentile, umile, condito dalla spiccata ironia bolognese, permette di accedere a un mondo che ha ancora molti aneddoti da svelare.
Come lava su un ghiacciaio i racconti di Maurizio fondono la monotonia binaria delle procedure discografiche odierne, con un passionale approccio ricco di una pionieristica, e talvolta ingenua, romantica genialità. A fare da sfondo gli usi e costumi degli ultimi 50 anni in tutte le varie e caleidoscopiche ere caratterizzate da nuove correnti artistiche, ma anche da nuovi problemi da risolvere. Come fil rouge invece si potranno apprezzare le grandi capacità relazionali che uno dei principali sound engineer italiani ha dovuto mettere in campo per gestire le sfumature variopinte delle personalità degli artisti italiani.
Nel volume saranno coinvolti alcuni dei protagonisti con i quali Maurizio ha collaborato da Vasco agli Stadio, da Samuele Bersani a Mauro Malavasi, dai Pooh a Celso Valli, Fiorella Mannoia, Ron, Miguel Bosè, Gianni Morandi, Luca Carboni e molti altri.
 
 
 
MAURIZIO BIANCANI | BIOGRAFIA
Maurizio Biancani Nerozzi nasce a Bologna il 5 febbraio 1953. Diplomato in Elettronica Industriale all’ ITIS di Bologna. Fondatore, Socio e Amministratore degli Studi di registrazione Fonoprint di Bologna dal 1976 al 2017. Musicista (tastierista) e Live Engineer dal 1970 al 1977 con alcune fra le maggiori live band emiliane.
Collaborazione in veste di Sound Engineer con il produttore-arrangiatore Mauro Malavasi nelle maggiori produzioni dance italiane negli anni ‘80. Sound Engineer con esperienze di registrazione, mixaggio, programmazione e Sound Design in studi professionali in Italia ed all’estero con i maggiori artisti italiani, tra cui: Lucio Dalla, Vasco Rossi, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Pooh, Eros Ramazzotti, Ennio Morricone, Pino Daniele, Samuele Bersani, Matia Bazar, Mango, Stadio, Franco Battiato.
Sound Engineer in importanti tournée dal vivo in Italia ed all’estero.
Produttore discografico per i seguenti artisti: Vasco Rossi (Bollicine, C’è chi dice no, Cosa succede in città, Va bene va bene così); Steve Rogers Band; Quartiere Latino; Stadio; Dodi Battaglia (Pooh).
Giornalista con collaborazioni a testate specializzate di settore tecnico-musicale.
Novembre 2001 vincitore di due Latin Grammy Awards per l’album “El alma al aire” di Alejandro Sanz nelle categorie: Miglior Album dell’anno e Migliore registrazione dell’anno.
Docente e coordinatore dei Corsi di Formazione Professionale per Sound Engineer negli Studi Fonoprint dal 1987 ad oggi.
Dall’anno 2000 Mastering Engineer presso gli Studi Fonoprint per i più importanti artisti italiani: Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Luciano Ligabue, Angelo Branduardi, Zucchero, Fiorello, Irene Grandi, Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Gianmaria Testa, Il Volo, Mina, Paolo Conte, Zecchino D’oro.
Mastering Surround con i più importanti artisti italiani, tra cui i Dvd Bluray dei Tour di Vasco Rossi, compreso il celeberrimo Modena Park, Film “Famoso” di Sferaebbasta, Film Tintoretto per Sky Arte 2021. Mix e Mastering International Jazz Album The Bari Session (Paul Vertico, John Helliwell Project).
Dal 2021 mix Engineer per il rivoluzionario formato Dolby Atmos per gli interi cataloghi discografici di Vasco Rossi, Lucio Dalla e Zucchero.
Conduttore televisivo dal 2018 al 2023 per le sei Stagioni della serie 33 Giri Italian Masters in onda su Sky Arte.
Nel 2023 partecipa alle cinque puntate della serie tv Netflix “Il Supervissuto” di Vasco Rossi.
Da Marzo 2024 insieme ad Arturo Bertusi (Vasco Rossi art director) si esibisce in locali bolognesi in uno spettacolo di musica e video: “Ascolta, storie di musica”. Attualmente oltre al normale lavoro come Sound e Mastering Engineer organizza Masterclass e Seminari musicali.
 
 

Jaboni pubblica "Blu" il nuovo singolo e videoclip



Dal 16 gennaio 2026 è disponibile su tutte le piattaforme “BLU”, il nuovo singolo di Jaboni prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, attraversa ciò che resta dopo una storia d’amore: memoria che scalda e punge, il tentativo di dimenticare mentre tutto continua a tornare.

“BLU” racconta un amore che non c’è più, ma che continua a vivere nei ricordi. È la storia di chi tenta di dimenticare, ma scopre che certi ricordi non possono, e forse non devono, svanire. Perché sono proprio quei ricordi, anche i più dolorosi, a dare forma alla nostra storia e a renderci ciò che siamo oggi. Ci si perde a ripensare agli errori, a ciò che è stato dato per scontato, a ciò che si è perso lungo il cammino, ma alla fine si comprende che ogni percorso ha avuto un valore, per il fatto stesso di essere stato vissuto.

Il blu diventa il mare interiore dell’artista: profondo, freddo, carico di nostalgia. Jaboni ci nuota dentro cercando di restare a galla, mentre il dolore, che resta silenzioso, arriva dritto al cuore.

Il videoclip, per la regia di Daniele Tofani, adotta un piano-sequenza: Jaboni in cammino, la camera lo accompagna a distanza costante. La narrazione è nel passo; il ritmo del brano guida respiro e traiettoria, con la città a fare da fondale. Un movimento continuo che apre spazio e misura la distanza.

Con “BLU”, Jaboni continua il percorso inaugurato con i brani in italiano dopo una prima fase di singoli pubblicati in inglese: una scrittura che guarda ai gesti minimi e li porta al centro, senza cornici superflue. La canzone non chiude la ferita, la mette a fuoco e, nel farlo, apre una via d’uscita: respirare, nuotare, tornare a casa anche quando casa non è più la stessa.

UNO&MEZZO: dieci brani, nessun compromesso. Dentro “Anime Intossicate”


Con “Anime Intossicate”, il duo strumentale UNO&MEZZO firma un esordio (o nuovo capitolo) che è insieme manifesto estetico e atto di resistenza. Dieci tracce da circa un minuto e mezzo ciascuna – come suggerisce il nome stesso della formazione – compongono un lavoro breve, compatto, privo di qualsiasi concessione superflua. Un formato essenziale che rifiuta la dilatazione e sceglie l’impatto immediato.

Il disco affonda le radici in un post rock oscuro e ipnotico, attraversato da elettroniche dal sapore retrò che sembrano emergere da un passato analogico, restituendo un senso costante di inquietudine e sospensione. Ogni brano porta il nome di una sostanza tossica: elementi letali per il corpo umano che diventano, nel concept dell’album, metafora di tutto ciò che lentamente avvelena l’anima nella società contemporanea – alienazione, dipendenze, consumismo, apatia.

“Anime Intossicate” è un lavoro viscerale, nato da un’urgenza creativa dichiarata e da un processo quasi compulsivo, in cui istinto e necessità espressiva hanno avuto la precedenza su ogni razionalizzazione. Un disco che trasforma il suono in linguaggio di denuncia e consapevolezza, e che invita l’ascoltatore a confrontarsi con il disagio del presente senza filtri, senza distrazioni, senza vie di fuga.

In questa intervista per X News, UNO&MEZZO racconta la genesi del progetto, il rapporto tra istinto e forma, il ruolo della sala prove come luogo quasi rituale e l’atmosfera febbrile che ha accompagnato la nascita di un album tanto breve quanto radicale.

Avete parlato di un processo creativo quasi compulsivo: quanto è stato importante non razionalizzare troppo ciò che stava nascendo?
Avevamo l’esigenza di fare qualcosa di viscerale, senza troppi filtri per arrivare ad una nostra versione di “essenzialità”, avevamo bisogno di questo progetto per incontrare, nuovamente e in fretta, il nostro lato creativo che ci rende liberi. 
 
Il dialogo a distanza tra basso, batteria e synth sembra riflettere una comunicazione nervosa, frammentata: è anche una metafora dei rapporti umani oggi?
No non credo, riflette più che altro la mia personalità.
 
In sala prove i brani hanno trovato la loro identità definitiva: cosa succede in quel passaggio dal flusso istintivo alla forma?
La sala prove è una Chiesa dove si va a pregare e si chiede alla Dea Musica, la sua benedizione. Amen 
 
Avete mai avuto paura che l’urgenza prendesse il sopravvento sulla lucidità compositiva?
Non era importante: facciamo quello che facciamo perché ci serve, ci completa.
 
Quanto di quel clima “torrido e febbrile” dell’estate in cui è nato il disco è rimasto impresso nel suono finale?
Il suono ha un carattere palustre, sporco e polveroso in cui ho cercato di estremizzare il suono di distorsione del basso, proprio per comunicare un senso di fastidio che come progetto, viviamo guardandoci in giro. L’estate torrida e febbrile piena di bottigline fresche di prosecco, hanno accelerato il processo creativo.

Blue Rose: “Contro il tempo” è nato in poco tempo, come un bisogno di sfogo


“Contro il tempo” è una canzone che non chiede permesso: entra in punta di piedi e colpisce dritta allo stomaco. Con questo brano, Blue Rose sceglie di affrontare senza filtri il tema della violenza psicologica, trasformando il dolore in un atto di resistenza e consapevolezza.
La musica diventa spazio sicuro, voce per chi si è sentito annullato, intrappolato in una relazione o in una condizione che logora lentamente.

Il brano racconta una battaglia interiore fatta di paura, confusione e perdita di sé, ma anche di forza ritrovata. Un percorso che parte dalla fragilità e approda a una nuova affermazione personale, dove riconoscere il dolore è il primo passo per superarlo.

Ne parliamo con Blue Rose, per approfondire la genesi di un brano necessario e il significato profondo che si cela dietro ogni parola e ogni suono.

Ciao Blue Rose, piacere di averti sulle pagine di X News. Da dove nasce la passione per la musica? Sappiamo che hai iniziato a scrivere brani a soli 12 anni: c’è stato un momento preciso in cui hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?  
Ciao! Piacere mio. Penso sia nata un po’ per caso, ricordo che da piccola canticchiavo sempre tutte le canzoni dei cartoni animati e da lì ho sentito la necessità di prendere lezioni di canto. La scrittura delle canzoni è iniziata per una necessità di sfogarmi e di trasformare le mie esperienze di vita in musica.
 
La musica nella tua vita cosa rappresenta? Il tuo nome d’arte richiama il tuo modo unico di "vedere" la musica attraverso i colori blu e rosa: ci spieghi meglio questo legame sinestetico? 
La musica rappresenta ciò che sono ormai. In pratica associo le sonorità a dei colori o sfumature di colori in particolare.

Parliamo del tuo nuovo singolo. Ci puoi raccontare la genesi di "Contro il tempo"? Hai dichiarato che il brano è nato quasi come uno sfogo, mentre eri al piano e tua madre preparava la cena: come si è trasformato quell'esercizio tecnico nell'intro del brano? 
Si, stavo studiando un esercizio di Groove dal libro del tastierista Michele Papadia e questa ripetizione mi ha ispirato a continuare con accordi e parole, probabilmente avevo la necessità di esternare un mio bisogno di raccontare. 

Quali soddisfazioni ti sta dando il brano? 
"Contro il tempo" è un inno di resilienza contro la violenza psicologica: che tipo di feedback stai ricevendo da chi si rispecchia in questo grido di auto-affermazione? Mi sta dando molte soddisfazioni, rispetto ad altri miei brani questo lo sento particolarmente vicino. È il primo brano più maturo musicalmente che faccio uscire e sono molto contenta che anche gli altri notino una mia crescita musicale.

Il brano è accompagnato da un videoclip. Ce ne vuoi parlare? Hai scelto di ambientarlo nel tuo studio di registrazione: quanto è stato importante mostrare il luogo intimo dove nascono le tue creazioni? 
Nel videoclip mi trovo nello studio Upmusic e più che il luogo dove nascono le mie canzoni, lo studio, rappresenta il luogo finale del lavoro di scrittura, il luogo della realizzazione poi del pezzo. Ho voluto richiamare anche i colori a me vicini, blu e rosa insieme e rappresentato l’esecuzione del solo sulla mia seaboard.

Il tuo prossimo lavoro? Collabori da tempo con Up Music e sappiamo che hai già molti brani pronti: cosa dobbiamo aspettarci dopo questo capitolo così intenso? 
Spero a breve di far uscire altri brani, al momento sto lavorando per esibirmi live e alla scrittura di altri brani per voi.

Dreaming San Marino Song Contest: oltre 800 iscritti da 40 Paesi, al via l’ultima fase dei casting

 

Dal 27 al 31 gennaio 2026 si terrà l'ultima fase di Casting per “Dreaming San Marino Song Contest”, il primo step dedicato agli artisti emergenti verso la finale del “San Marino Song Contest” che a sua volta decreta il rappresentante della Repubblica di San Marino per l’Eurovision Song Contest. Al momento sono state registrate oltre 800 iscrizioni da 40 Paesi del mondo. Attese a San Marino migliaia di persone. Nelle precedenti edizioni del contest hanno trionfato band emergenti come i Piqued Jacks e i Megara che hanno rappresentato la Repubblica di San Marino all'Eurovision Song Contest.
 
Dreaming San Marino Song Contest si consolida come un punto di riferimento nel panorama musicale internazionale, registrando numeri straordinari per questa nuova edizione: sono già oltre 800 gli artisti iscritti, in rappresentanza di ben 40 nazioni.
Il successo della competizione è testimoniato da una partecipazione globale che parte dall’Afghanistan e attraversa l'Europa con Albania, Austria, Belgio e Estonia. Il richiamo dell'evento ha raggiunto anche il Bahrain, il Canada e la Costa d’Avorio, coinvolgendo talenti provenienti da Filippine, Francia, Germania e dalla piccola isola di Grenada.
Il viaggio musicale prosegue toccando Irlanda, Italia, Kazakistan, Libano e Lussemburgo, estendendosi fino al Messico e ai paesi del Nord Europa come Norvegia e Svezia. A questi si aggiungono Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Puerto Rico.
Infine, il quadro delle adesioni si completa con il Regno Unito, la Repubblica Ceca, la Romania e una nutrita delegazione dell'area balcanica e mediterranea che include San Marino, Serbia, Slovenia e Spagna, oltre a Stati Uniti, Svizzera, Thailandia, Turchia e Ucraina.
Negli anni, il contest ha saputo trasformare artisti emergenti in rappresentanti internazionali della Repubblica di San Marino, come dimostrato dalle esperienze dei Piqued Jacks e dei Megara. Un percorso che continua a valorizzare il talento artistico sammarinese e globale attraverso una selezione rigorosa e formativa.
 
 
L'ultima sessione di Casting avrà luogo presso il San Marino Outlet Experience dal 27 al 31 gennaio 2026.
 
Per partecipare a “Dreaming San Marino Song Contest” gli artisti devono aver compiuto i 16 anni d'età entro il 30 settembre 2025, possono partecipare come singoli o in gruppo. L'iscrizione è gratuita per la verifica di idoneità online che consiste nella valutazione delle capacità interpretative ed esecutive dei concorrenti. Sarà possibile iscriversi fino al 20 gennaio 2026.
 
Per le iscrizioni è necessario accedere al sito ufficiale di Dreaming San Marino Song Contest: https://dreamingsanmarinosongcontest.com/iscrizioni/
 
Il regolamento della manifestazione completo è disponibile sul sito ufficiale del Festival: https://dreamingsanmarinosongcontest.com/regolamento/
 
Superata la fase di “Casting”, il percorso di selezione del Contest entra nel vivo con lo Stage & Live Academy (LA), un'importante fase di preparazione e valutazione che prenderà il via nel mese di febbraio 2026 il 13-14-15.
L'Academy è finalizzata a preparare i partecipanti per l'esibizione cruciale davanti alla Giuria di esperti. L'intero programma sarà diviso in 8 sessioni (LA), ciascuna composta da circa 30 concorrenti.
L'obiettivo è selezionare i migliori: da ognuna delle 8 sessioni, 5 concorrenti otterranno il pass per le semifinali. Questo porterà ad avere un totale di 40 artisti ammessi alle due Semifinali (20 per ciascuna Semifinale).
Il calendario dettagliato di tutte le sessioni sarà deciso da Media Evolution (ME) e verrà tempestivamente comunicato ai concorrenti tramite pubblicazione sul Sito ufficiale del “Dreaming San Marino Song Contest”, nella sezione dedicata "Stage & Live Academy".
 
 
Il San Marino Song Contest svela le novità della sua nuova edizione.
 
Due semifinali in diretta su San Marino RTV canale unico 550, ciascuna con 20 concorrenti provenienti da “Dreaming San Marino Song Contest”, e la finalissima prevista a marzo 2026 in diretta sempre su San Marino RTV con 10 concorrenti finalisti emergenti e 10 big in gara.
 
Denny Montesi, amministratore unico di Media Evolution, è stato nominato Head of Delegation per l'Eurovision Song Contest. Sarà affiancato da Valentina Monetta, artista sammarinese che ha rappresentato San Marino all'Eurovision quattro volte, in veste di Ambassador. La coppia sarà responsabile di guidare la delegazione sammarinese all'Eurovision Song Contest e di promuovere il talento artistico della Repubblica di San Marino a livello internazionale.
 
 
 
SAN MARINO SONG CONTEST
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Francesco Cavestri: sabato 10 gennaio in concerto a Dubai

 

Dopo i successi di pubblico e di critica registrati durante il tour nei più importanti Festival e club italiani, Francesco Cavestri debutta a Dubai con un concerto in piano solo alla Steinway Hall, una delle sale da concerto più prestigiose della metropoli mediorientale. Questo concerto dà il via al tour internazionale, che proseguirà con diverse tappe in Europa e nel mondo.

Il giovane pianista e compositore jazz italiano Francesco Cavestri (classe 2003), uno dei talenti emergenti più interessanti della scena jazz contemporanea, inaugura nel gennaio 2026 un nuovo tour internazionale, che lo porterà a esibirsi tra Medio Oriente ed Europa.

Francesco Cavestri vanta già tre album all’attivo con importanti collaborazioni ed un album in uscita a maggio, una solida formazione internazionale e un percorso artistico che unisce tradizione jazz, ricerca contemporanea e forte identità narrativa. Diplomato in pianoforte jazz in Italia, ha perfezionato i suoi studi negli Stati Uniti presso il Berklee College of Music di Boston e grazie a borse di studio alla New School for Jazz and Contemporary Music di New York.

A suggellare questo percorso, Cavestri è stato recentemente incoronato ufficialmente Artista Steinway & Sons, entrando a far parte della ristretta famiglia che accoglie i più importanti pianisti al mondo, tra cui Brad Mehldau, Martha Argerich, Lang Lang, Christian Sands, ecc...

Il tour internazionale prenderà il via il 10 gennaio 2026 a Dubai, dove Francesco Cavestri è stato invitato da Steinway & Sons - Dubai a esibirsi presso la prestigiosa Steinway Hall. Il concerto presenterà un programma artistico che spazierà dall'anticipazione di alcuni brani inediti contenuti nel nuovo album di Cavestri, in uscita a maggio 2026, e audaci reinterpretazioni di artisti come Radiohead, Massive Attack, oltre a un momento in cui il giovane pianista bolognese rielaborerà sonorità tipiche della tradizione musicale araba. Il concerto vedrà la compartecipazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi e il sostegno di ATER Fondazione, a conferma del valore culturale e istituzionale del progetto.

Nel corso dei mesi di febbraio e marzo 2026, il tour proseguirà in Germania, con tappe a Stoccarda, Amburgo e Colonia, dove Cavestri si esibirà rispettivamente in due concerti in piano solo e uno in trio.
Il repertorio proposto intreccia composizioni originali e riletture jazzistiche della tradizione musicale italiana, con particolare attenzione al suo album IKI - Bellezza Ispiratrice - pubblicato da Universal Music Italia e arricchito dalla partecipazione del Maestro Paolo Fresu - e al nuovo progetto inedito, in uscita a maggio 2026.
Un tour che conferma Francesco Cavestri come voce autorevole della nuova generazione jazz italiana, capace di dialogare con il pubblico internazionale mantenendo una forte identità culturale e artistica. 
 
Francesco ha una capacità musicale veramente impressionante. Un ragazzo giovane con una grande maturità che riversa nella musica, creando concerti bellissimi e dimostrando un grande interplay con gli altri musicisti […] progetti come quello di Francesco, mediati e respirati da un giovane come lui e che legano il jazz a generi come l’hip hop o la musica elettronica, sono il miglior modo per raccontare che il jazz è una musica per tutti. Paolo Fresu
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