Oltremanu presenta “Sbuccio la frutta”: la forza dei piccoli gesti

 

Con il nuovo singolo “Sbuccio la frutta”, Oltremanu torna a raccontare emozioni autentiche e ricordi dal sapore familiare. Un brano che celebra la semplicità, l'affetto e quei gesti quotidiani che spesso valgono più di grandi dichiarazioni. In questa intervista l'artista ci accompagna nel suo universo creativo, tra musica, natura e nuovi progetti all'orizzonte.
 
Ciao Emanuele, benvenuto su X News. Hai iniziato a suonare e scrivere fin da giovanissimo: da dove nasce la tua passione per la musica?
Mio padre era appassionato di liscio, jazz e blues, intenditore di hi-fi e collezionista di vinili; penso che questo abbia avuto un’importante influenza su di me. Già da molto piccolo mi divertivo a giocare con la chitarra o la tastiera, pur non essendo in grado di suonarle. Cominciai infatti a suonare la chitarra a 8 anni e a cantare in una band già dai 15. Ho scritto il mio primo brano a 16 anni, dedicato al primo amore, per poi riprendere l’arte della scrittura più avanti. 

Nelle tue canzoni emerge spesso una forte esigenza di sincerità e libertà espressiva. Che cosa rappresenta oggi la musica nella tua vita?
La musica rappresenta ad oggi l’unico canale che mi permette di esprimermi liberamente al 100%; forse per questo motivo la sento così vicina, una migliore amica con la quale puoi confidarti in ogni momento, senza che tu ti senta giudicato.

Parliamo del nuovo singolo “Sbuccio la frutta”: un brano che racconta l’affetto attraverso piccoli gesti quotidiani e atmosfere nostalgiche. Come è nata questa canzone?
È nata ragionando sul fatto che non servono gesti sensazionali per dimostrare affetto verso un’altra persona e nello specifico, nessuno destinerebbe un gesto semplice come sbucciare un frutto, a qualcuno con il quale non si trova in sintonia. In più mi piaceva l’idea di ricordare i sapori che hanno caratterizzato la mia infanzia, le qualità della vita di campagna e il tempo in cui la vita stessa era tutta un po’ più semplice. Per questo motivo ho scritto anche “Sugo di tonno”, una canzone che considero sorella di “Sbuccio la frutta” e che mi aiuta a ricordare i sapori di casa.

Che tipo di riscontro stai ricevendo dal pubblico, in merito al nuovo singolo e alla tua musica in generale?
Credo che per i miei standard stia andando abbastanza bene, anche perché è il primo brano edito che pubblico; però è anche vero che la mia asticella è sempre molto alta, quindi faccio fatica a trovare completa soddisfazione da questi risultati. Devo dire che in merito alla mia musica in generale, trovo molta soddisfazione quando sento i miei amici canticchiare qualche mia canzone, lì penso “allora piace davvero”.

Nel pezzo c’è un immaginario molto vivido e cinematografico. Hai pensato anche ad un videoclip oppure preferisci lasciare che siano gli ascoltatori a costruire le proprie immagini attraverso la musica?
Non ancora, mancanza di budget. In pochi ne parlano ma fare musica è anche un impegno economico non da poco; inoltre sono sempre dell’idea che se decido di fare una cosa la faccio bene, e le cose belle si pagano.
 
Dopo lavori come “Fatto in casa da Oltremanu” e questo nuovo singolo, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso artistico?
Vorrei dare a questo punto, una svolta nel mio percorso artistico, ritornare un po’ a quei generi che hanno contribuito a formarmi artisticamente, quindi soul, blues, country… Generare un connubio di stili diversi ma collegati tra loro, mescolandoli alle parole che mi vengono suggerite, nel momento in cui ammiro i miei tanto amati campi di grano. Sto già lavorando a 3 nuovi singoli in questo senso.
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