Dallo studio del pianoforte all’intensità interpretativa ispirata a giganti come Giorgia ed Elisa, fino all'amore per le atmosfere cinematografiche. Elena Camo approda sulle pagine di X News per raccontarci il successo di "Quando", il suo ultimo singolo uscito il 15 maggio che sta già conquistando radio e digital store. Un brano che vive di un contrasto magnetico: un testo intimo e vulnerabile che si scontra con una produzione elettronica affilata e decisa. In questa chiacchierata, l'artista ci guida dietro le quinte del suo progetto, tra canzoni vissute come specchio della realtà, un videoclip surreale ambientato in un hotel infinito e i primi indizi sui palchi estivi.
Ciao, piacere di averti sulle pagine di X News. Elena, partiamo dal principio: da dove nasce la tua passione per la musica e quali sono stati i primi ascolti che hanno segnato la tua crescita?
Ciao, grazie a voi per l'invito, è un piacere essere qui.
La musica fa parte della mia vita da sempre. Ho iniziato da bambina con lo studio del pianoforte e, crescendo, ho scoperto che cantare era il modo più naturale per esprimere ciò che spesso non riuscivo a dire con le parole. Da quel momento ho capito che la musica non sarebbe stata soltanto una passione, ma una parte fondamentale della mia identità.
I miei primi ascolti sono stati molto vari e credo abbiano contribuito a rendere il mio percorso artistico piuttosto sfaccettato. La formazione classica mi ha insegnato il valore della tecnica e dell'interpretazione, mentre il pop italiano mi ha fatto innamorare della scrittura e della capacità di raccontare emozioni. Artiste come Giorgia ed Elisa mi hanno ispirata per la loro intensità interpretativa, ma ho sempre amato anche le colonne sonore cinematografiche, perché riescono a evocare immagini ed emozioni ancora prima delle parole.
Oggi porto tutto questo nella mia musica. Mi piace unire melodie che arrivino dritte al cuore a sonorità electropop moderne, cercando di costruire un mondo in cui ogni canzone non sia solo da ascoltare, ma anche da vivere e immaginare.
Per una cantautrice che sceglie di non usare scorciatoie e di mettere a nudo le proprie fragilità, la musica nella tua vita cosa rappresenta? È più un rifugio introspettivo o uno specchio della realtà?
Per me è entrambe le cose. La musica è un rifugio perché mi permette di fermarmi, ascoltarmi e dare un nome a emozioni che a volte faccio fatica a spiegare nella vita di tutti i giorni. Ma è anche uno specchio della realtà, perché quello che scrivo nasce sempre da qualcosa di vissuto, osservato o profondamente sentito.
Non ho mai pensato alla musica come a un modo per costruire un personaggio. Mi interessa raccontare emozioni vere, anche quando sono scomode o mettono in luce le nostre fragilità. Credo che proprio lì si crei il legame più forte con chi ascolta: quando una canzone riesce a dare voce a sentimenti che appartengono un po' a tutti.
"Quando" è un esempio di questo approccio. È un brano che nasce da una riflessione sincera sull'attesa, sull'incertezza e su tutto ciò che rimane in sospeso nelle relazioni. Non cerca di dare risposte, ma di accompagnare chi lo ascolta in un'emozione, lasciandogli la libertà di ritrovarci una parte della propria storia. Ed è questo che cerco ogni volta che scrivo: trasformare un'esperienza personale in qualcosa di universale.
Parliamo del tuo nuovo singolo "Quando", uscito il 15 maggio. Ci puoi raccontare la genesi del brano e come è nato questo efficace contrasto tra un testo malinconico e una produzione elettronica più tagliente?
"Quando" è nato in un periodo in cui sentivo il bisogno di raccontare quelle emozioni che restano sospese, quelle domande che tutti, almeno una volta, ci siamo fatti senza trovare subito una risposta. Non volevo scrivere una semplice canzone d'amore, ma raccontare quel momento in cui si vive tra il desiderio di andare avanti e la difficoltà di lasciare andare ciò che è stato.
Fin dall'inizio avevo le idee molto chiare anche sul suono. Mi affascina il contrasto tra un testo intimo e una produzione elettronica dal carattere deciso, perché rispecchia il modo in cui viviamo le emozioni: all'esterno possiamo apparire forti, mentre dentro siamo attraversati da dubbi, nostalgia e fragilità.
L'electropop mi permette di raccontare proprio questa doppia dimensione. I synth, il ritmo e la parte elettronica danno energia al brano, mentre la voce e il testo ne rappresentano il lato più vulnerabile. Non volevo che la musica accompagnasse semplicemente le parole, ma che ci dialogasse, creando una tensione continua tra luce e ombra.
Credo che questo equilibrio sia uno degli aspetti che definisce oggi la mia identità artistica: costruire canzoni che possano coinvolgere al primo ascolto, ma che rivelino tutta la loro profondità man mano che le si vive.
Il brano è entrato subito in rotazione radiofonica e sta raccogliendo ottimi feedback sui digital store. Quali soddisfazioni, umane e artistiche, ti sta dando questa canzone da quando è finalmente di tutti?
Ogni volta che pubblico una canzone provo un'emozione particolare, perché da quel momento non appartiene più solo a me: inizia il suo viaggio e diventa anche di chi la ascolta. È forse la parte più bella del mio lavoro.
La soddisfazione più grande che mi sta regalando "Quando" non è soltanto vedere il riscontro nelle radio o sulle piattaforme digitali, ma ricevere messaggi da persone che si sono riconosciute nelle parole del brano. Quando qualcuno mi scrive dicendo "sembra che questa canzone parli di me", capisco che sono riuscita a creare una connessione autentica, ed è questo il risultato che cerco ogni volta che scrivo.
Dal punto di vista artistico, invece, "Quando" mi ha dato la conferma che la direzione che ho scelto è quella giusta. Ho deciso di seguire il mio istinto, costruendo un'identità musicale che unisce melodie emozionali e sonorità electropop, senza inseguire le mode del momento. Vedere che questo percorso viene apprezzato mi dà ancora più entusiasmo e mi spinge a continuare a sperimentare, rimanendo sempre fedele a ciò che sono.
Il brano è accompagnato da un bellissimo videoclip che si sviluppa come un labirinto emotivo all'interno di un hotel infinito. Ce ne vuoi parlare? Com'è stato tradurre in immagini quel senso di attesa e di instabilità di cui canti?
Per me il videoclip di "Quando" non è un semplice complemento del brano, ma un'estensione del suo significato. Fin dall'inizio volevo che raccontasse la stessa sensazione di sospensione che si respira nella canzone, ma attraverso le immagini.
L'idea dell'hotel infinito nasce proprio da questo. È un luogo simbolico, quasi fuori dal tempo, in cui ogni stanza rappresenta un ricordo, una possibilità o un'emozione che non ha ancora trovato una conclusione. I corridoi sembrano non finire mai, proprio come quei pensieri che continuano a rincorrerci quando una storia resta in sospeso.
Durante il videoclip la protagonista attraversa questi spazi osservando frammenti di vita, coppie, incontri e distanze, senza riuscire davvero a trovare una risposta. È un viaggio più interiore che fisico, in cui ogni ambiente riflette uno stato d'animo diverso. Volevo che lo spettatore si sentisse quasi dentro un sogno, dove realtà e memoria si confondono.
È stato molto stimolante trasformare un'emozione così intima in immagini. Abbiamo curato ogni dettaglio, dalla fotografia ai movimenti di macchina fino ai colori, cercando di mantenere un'atmosfera elegante, cinematografica e leggermente surreale. Credo che il videoclip riesca a completare il racconto di "Quando", lasciando, proprio come la canzone, spazio all'interpretazione personale di chi lo guarda.
"Quando" segna un passo importante per il tuo posizionamento nella scena electro- pop italiana. Cosa puoi svelarci sul tuo prossimo lavoro? C'è già un'idea di live per questa estate?
"Quando" rappresenta sicuramente un passaggio importante del mio percorso, perché racchiude in modo molto chiaro la direzione artistica che voglio seguire. Mi ha dato ancora più consapevolezza di quello che desidero comunicare e del suono con cui mi sento davvero a casa.
Posso anticipare che sto già lavorando a nuova musica. Ci saranno altri brani che continueranno a esplorare questo universo electropop, ma ognuno con una propria identità e una storia diversa da raccontare. Mi piace l'idea che ogni uscita aggiunga un tassello a un percorso coerente, sia dal punto di vista musicale che visivo.
Per quanto riguarda i live, l'estate sarà un'occasione per portare "Quando" sul palco e incontrare il pubblico. È una dimensione che amo particolarmente, perché una canzone cambia completamente quando viene condivisa dal vivo. Sto lavorando per costruire uno spettacolo che non sia solo un concerto, ma un'esperienza capace di coinvolgere il pubblico attraverso musica, immagini ed emozioni. È proprio sul palco che i brani prendono davvero vita, e non vedo l'ora di viverli insieme a chi mi segue.
Il bello, però, deve ancora arrivare. Ci sono diversi progetti in cantiere e tanta voglia di continuare a crescere, rimanendo sempre fedele alla mia identità artistica e a ciò che voglio raccontare con la mia musica.

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