Ragone: l'uscita d'emergenza attraverso la musica e "Labirinto"

 


Un percorso fatto di pause, ostacoli e rinascite. Sulle pagine di X News, Ragone racconta il potere salvifico della musica, l'unica vera "uscita d'emergenza" capace di curarlo. Dalle sonorità coinvolgenti del nuovo singolo "Labirinto" alle potenti immagini del videoclip ufficiale, il cantautore esplora le proprie paure lanciando un messaggio universale di speranza e condivisione.

Ciao Ragone, è un grande piacere averti sulle pagine di X News. Dalla tua amata Bari fino ai successi radiofonici: da dove nasce la tua dedizione per la musica e per il pop?

La mia passione è nata letteralmente nella mia cameretta a Bari. Mia madre mi racconta sempre che a soli tre anni giravo per casa usando qualsiasi oggetto come microfono per cantare "La solitudine" di Laura Pausini. Poco dopo, a sei anni, mio padre mi regalò uno stereo con dei microfoni veri: passavo le ore a tormentare tutto il vicinato cantando a tutto volume "My heart will go on" di Celine Dion a ogni festa di famiglia! Da quel momento non ho mai smesso di ascoltare musica, specialmente il grande pop. Sono cresciuto ispirandomi alla sensibilità e alla vocalità di straordinarie cantautrici come Elisa, Giorgia, Annalisa e Taylor Swift; è da loro che ho imparato a esprimere me stesso. 

Raccontando di "Labirinto", hai descritto la via d'uscita dai nostri ostacoli mentali e la necessità di cercare la luce. Intimamente, cosa rappresenta oggi la musica nella tua vita: è forse la tua uscita d'emergenza personale?

Assolutamente sì, la musica per me è sempre stata un'ancora di salvataggio e, in un certo senso, la mia terapia. Nel 2016, dopo un paio di esperienze molto negative nel settore, avevo deciso di chiudere il canto in un cassetto e di accantonare i miei sogni. Quando sono tornato a lezione nel 2023, però, ho capito che non potevo farne a meno: ricominciare a cantare è stato letteralmente come tornare a respirare. La musica è la mia via d'uscita d'emergenza preferita perché mi permette di buttare fuori quello che ho dentro, di non isolarmi e di trasformare anche i momenti più bui o le gabbie mentali in qualcosa di condiviso e liberatorio. 

Ci addentriamo nel tuo nuovo singolo: ci puoi raccontare l'esatta genesi di questo brano, nato per raccontare il peso dei ricordi e delle insicurezze in una relazione?

È un brano nato da un vissuto molto intimo, pensando a una persona alla quale sono profondamente legato. Volevo esplorare quelle complesse dinamiche di connessione e rigetto che possono crearsi anche all’interno di un amore forte, quando questo viene condizionato dai percorsi personali e dalle cicatrici del passato di ciascuno. Il sentimento tra due persone resta vivo e intenso, ma c'è il rischio concreto di perdersi nel labirinto dei giorni, dei ricordi e delle insicurezze. Ci si chiude dentro se stessi e si inizia una vera e propria "guerra con sé stessi", senza rendersi conto che la via d’uscita è in realtà molto più vicina e semplice di quanto sembri. Basta solo avere il coraggio di guardarsi intorno e capire che non si è soli. 

Dopo aver raggiunto la Top 40 della Radio Airplay Indipendenti con il tuo precedente singolo "Restart", quali prime soddisfazioni ed emozioni ti sta regalando il lancio di questo nuovo e più intimo capitolo?

"Restart" è stata un’avventura pazzesca e una scommessa vinta, un inno dance che mi ha portato fuori dalla mia comfort zone e mi ha regalato la gioia della Top 40. Con "Labirinto" l'emozione è diversa, più profonda, perché vado a toccare corde molto intime e c'era un pizzico di timore nel mostrarsi così vulnerabili. Una delle soddisfazioni più grandi è stata poterlo presentare in anteprima live sul palco dell'Irpinia Pride ad Atripalda. Tornare lì, tra quelle strade e insieme ai miei amici più cari, dove ho vissuto il giorno dell'uscita del mio primissimo singolo, è stato un momento di pura libertà e di commozione immensa. Sentire il pubblico accogliere e fare propria questa canzone mi fa capire che la strada dell'onestà ripaga sempre. 

L'uscita è accompagnata da un videoclip ufficiale che mette in scena una fuga continua, a tratti frenetica, e la ricerca vitale di una luce. Come è stata concepita e realizzata questa narrazione visiva così d’impatto?

Il videoclip è nato proprio come la naturale estensione visiva e cinematografica del testo. Volevamo ricreare un'atmosfera che parlasse chiaramente della necessità di scappare dalle situazioni complicate della vita. Questa fuga continua e frenetica che si vede nelle immagini rappresenta perfettamente i giri a vuoto che facciamo nella nostra testa quando siamo intrappolati nelle ansie e nei blocchi mentali. La ricerca costante dell'uscita e di uno spiraglio di luce nel video non è un semplice espediente visivo, ma una metafora di speranza: il messaggio che anche nei momenti di totale smarrimento, l'uscita esiste e bisogna continuare a correre per trovarla, idealmente tendendo la mano a chi ci sta vicino. 

Guardando all'orizzonte, supportato dal team di Up Music, a quale prossimo lavoro o sperimentazione sonora stai già pensando per il futuro?

In passato mi dicevo sempre "non sei in grado di scrivere cose tue", ma l'incontro con il team di Up Music ha sbloccato tutto, dandomi una carica assurda per mettermi in gioco. Quando Sabatino Salvati ha creato la melodia di "Restart", ho capito quanto sia stimolante non porsi limiti. Ora sono totalmente concentrato sulla promozione di "Labirinto" e voglio godermi ogni istante di questo viaggio, perché questi ultimi due anni sono stati comunque bellissimi. Al tempo stesso, però, la mente non si ferma mai: siamo già tornati in studio e ho iniziato a lavorare a nuovi progetti e a sperimentare altre sonorità. Non posso svelare ancora nulla, ma non vedo l'ora di potervelo raccontare più avanti!

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